Nelle riunioni sull'IA di questi giorni c'è un numero che continua a tornare: lo 0,01%. Tanto è piccolo il gruppo che ne parla davvero — non per moda, ma con le mani dentro. E non è un caso: le barriere d'ingresso sono alte. Serve connessione, serve una macchina, servono conoscenze informatiche e la capacità di fare ragionamenti fini.
Accademici e skin in the game
Il tema è diventato subito: chi può dire la propria? La risposta è la stessa da secoli, e Nicolas Taleb l'ha messa in un modo che non si dimentica: skin in the game. Se non rischi nulla, non conti. L'accademico che sale sul palco con un titolo lungo e nessun contenuto reale non ha pelle nel gioco. La laurea è un punto di partenza, non un traguardo: l'ho imparato a mie spese. Chi fa la differenza continua a studiare e ad allenarsi dopo il pezzo di carta. O non ne ha mai avuto bisogno: ha scritto codice per una vita, come Salvatore Sanfilippo con Redis, e per questo può parlare.
La tassa della stupidità
L'altro filo della giornata è Carlo M. Cipolla e le sue cinque leggi della stupidità. La definizione migliore non è "ignoranza": è fare danno agli altri senza guadagnare nulla. Nessun beneficio per sé, danno per l'altro: il massimo. All'opposto c'è l'intelligenza vera, quando il gioco porta beneficio a entrambi. Cipolla la chiama tassa della stupidità: una tassa che abbiamo pagato e che ci ha rallentato.
Con l'IA cambia una cosa: quella tassa non si paga più per forza. Se costruisci bene il prodotto, anche chi non capisce il meccanismo può ottenerne un beneficio. Il punto è un altro, ed è duro: non puoi salvare chi non vuole essere salvato. Chi cerca di aiutare chi non vuole essere aiutato ci perde tempo ed energia. Prima lo accetti, prima costruisci.
Il momento è il setup, non la monetizzazione
Da qui la conclusione operativa: adesso non è il momento di raccogliere. È il momento di costruire il sistema. Tutti siamo golosi, tutti vorremmo monetizzare subito. Ma se non hai il setup, con cosa metti in leva le tue conoscenze quando il momento arriva? Quando mancheranno i token, come costruisci siti, programmi, soluzioni?
Il momento arriverà — penso tra un anno, non di più — e sarà verticale: persone che usano l'IA non per risolvere i propri problemi, ma i problemi del mondo dentro un contesto specifico. Chat GPT (Astra) ha risolto il problema dei flussi di Navier in 15 ore: un problema fermo da un secolo. Chi saprà gestire gli harness, scegliere i modelli, mettere le macchine giuste, comprimere i token e far comunicare questi agenti vincerà la partita.
Il surfista
Tutto questo arriva come una mareggiata. Le onde sono le nuove IA, i nuovi sistemi, le nuove tecnologie. Il surfista all'inizio cade: prima onda, giù. Seconda, giù. Poi comincia a capire il gioco e le onde non lo fregiano più.
Non è fortuna. È che ha studiato i pezzettini: i transistor, le onde radio, i meccanismi della cibernetica, l'antifragilità dei sistemi. Chi conosce i principi non vede un'onda gigantesca: vede un insieme di cose che capisce. Richard Feynman lo diceva semplice: trova qualcosa che ti piace e studialo voracemente. L'IA sarà il 10% del PIL globale e attraverserà ogni mestiere: la specializzazione verticale si costruisce partendo dalle basi, non dall'ultimo tool.
In tre righe:
- Non conta chi parla: conta chi ha pelle nel gioco.
- Non è il momento di monetizzare: è il momento di costruire il sistema.
- Studia le basi. Quando arriva l'onda, chi conosce i pezzettini non cade.
Video completo: Skin in the game: ora si costruisce il sistema, non si monetizza.