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Se urli all’AI, stai urlando allo specchio: Airbnb, empatia e agenti AI

Ieri ho fatto una chiacchierata entusiasmante con un imprenditore delle case vacanza che sta andando fortissimo. Abbiamo parlato di Airbnb, di intelligenza artificiale e di empatia: tre cose che vanno a braccetto.

Burocrazia agli agenti, empatia agli umani

Immagina un sistema automatizzato in cui la burocrazia la svolgono gli agenti e dove il contatto umano, l’empatia, fa da regina. Quando hai a che fare con ospiti che arrivano dall’altra parte del mondo non può esserci solo un robot a rispondere: servono calore e la sensazione di sentirsi a casa.

Se urli all’AI, stai urlando allo specchio

L’empatia si allena, anche con l’intelligenza artificiale. Se parli bene alla tua AI e le spieghi le cose, lei ti aiuta. Se ti arrabbi e dici «non capisce niente, è tempo perso», stai solo dando la colpa all’AI per un problema che non riesci a risolvere. Se non ci riesci, trova un altro modo di comunicare. Il bello è che, se impari a essere empatico con l’AI, lo diventi anche con le persone. E viceversa.

Check-in e pulizie in automatico

Per la parte burocratica puoi usare un sistema agentico come il mio. Prende il numero dell’ospite e gli manda un messaggio con le informazioni: dove sono le chiavi, dove si trova l’acqua, il pulsante per aprire il cancello, più un video introduttivo della casa. Poi avvisa la ditta di pulizie, conferma il check-in e il check-out, e prepara già il messaggio per il prossimo turno.

Routine e feedback loop

Assegni una routine al sistema («tutti i giorni controlla se c’è un check-in, tutti i giorni controlla se ci sono problemi») e lui la esegue da solo, perché una volta imparato quel feedback loop basta farglielo ripetere. È lo stesso loop che uso per i video: trascrizione, post sulle piattaforme, metriche, Shorts animati con jingle e tasto per iscriversi.

Sistema interno e sistema esterno

Il mio sistema ha due componenti. Quello esterno pubblica: social, video YouTube. Quello interno è una dashboard, una cabina di controllo: la mattina registro un audio di cinque o dieci minuti («oggi mi è successo questo, domani devo pagare il mutuo, il bollo») e lui mi restituisce una lista di cose da fare divisa in blocchi, che posso controllare dalla dashboard. Ci finiscono anche passi, calorie, chilometri e le ore perse col doomscrolling.

Token saver: fino all’80% in meno

Il sistema fa anche da risparmiatore di token: riesco a risparmiare fino all’80% sull’utilizzo. Vuol dire che un abbonamento da 10 € per me vale come uno da 80 €, e lo applico a tutte le CLI che uso (Gemini, Cursor, Grok e le altre).

Dove stai buttando via tempo?

L’idea di fondo è questa: guarda dove stai buttando via tempo. Le cose ripetitive e noiose, quelle che un umano non dovrebbe fare e che non ti portano risultati, le dai a un sistema agentico. Tu tieni per te la parte umana.

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